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giovedì 15 marzo 2012

Antiche leggende "meteorologiche"

tratto da Il Giovedì Santo in Caltanissetta, 1903, Michele Alesso, Arnaldo Forni editore


Vuolsi comunemente che, allorquando il giovedì santo cade nel mese di aprile, la processione non debba riuscire splendida, temendosi che la "luna di marzu" apporti cattivo tempo. Al contrario, si è quasi sicuri della riuscita, allorchè la solennità ricorra nel mese di marzo. A quanto pare, il popolino ritiene aprile come un mese di cattivo augurio, mentre in marzo poi ripone tutta la sua fiducia.
Non si comprende, però, come mai possa essere così generalizzata questa opinione, quando, da una particolareggiata cronaca, da noi annualmente annotata, rilevasi che moltissime volte la processione è riuscita parimenti bene e in marzo e in aprile, come, del resto ci sono stati degli anni, in cui non è riuscita né nell'uno, né nell'altro mese a causa, lo si sa, del cattivo tempo.

Altro curioso e stravagante pronostico meteorologico suol farsi sin dal giorno della domenica delle palme. Il popolino ritiene per fermo, e non sappiamo con quale fondamento, che il tempo del giovedì santo avvenga sempre contrariamente a quello della domenica precedente. E così se, in questo giorno, il tempo si mantiene sereno e splendido, allora si è quasi sicuri che nel giovedì santo si avrà una giornata pessima, e disperasi quindi della riuscita della processione. Se, invece, il giorno della domenica delle palme è tempo cattivo, in questo caso, si ha al quasi certezza che sarà buono il giovedì.
Questa è una regola astronomica, comunissima nel volgo, alla quale non si può affatto attribuire alcuna serietà, poiché rarissimamente si è verificato quant'esso crede.
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